Ricette Siciliane

Fichi d’India siciliani in un ricordo

Fichi d’India siciliani se chiudo gli occhi li vedo disseminati lungo i bordi delle strade, nelle campagne, nei giardini delle case. Non c’è angolo della Sicilia in cui non ci sia un Fico d’India.Se chiudo gli occhi mi viene in mente mio padre che il mattino presto andava a raccoglierli dietro casa in campagna con un bastone di legno dove era stato legato alla sommità un barattolo di latta. Ci andava il mattino presto quando il sole non era ancora alto perché diceva che era più facile raccoglierli, perché le spine non “saltavano” poi metteva i fichi d’india in un secchio d’acqua per un po’.
In questo modo le spine diventavano più morbide ed in parte venivano via.Prima di aprirle le spazzolava con una di quelle spazzole di una volta che si usavano per lucidare le scarpe. Quando mi alzavo per fare colazione trovavo mio padre intento a sbucciarle con i suoi guanti grossi ormai rovinati ed il suo coltello li apriva delicatamente uno ad uno, tagliando prima le due estremità aiutandosi con una forchetta.
Poi incideva a metà la buccia e delicatamente li apriva, uno ad uno mentre il sole cominciava a nascere.
Mio padre poi li disponeva in un piatto pronti per la colazione. Io mangiavo sempre quelli rossi mi piacevano di più per me erano più dolci.
A volte mi mettevo vicino a lui perché volevo provare ad aprirne uno, ci provavo ma spesso qualche spina la prendevo sempre. Mio padre poi con una pinzetta e con tanta pazienza cercava di togliermi quella minuscola spina. Era un gesto quotidiano che faceva parte della mia estate in campagna con la mia famiglia, piccoli ricordi che affiorano a volte grazie ad una ricetta o ad un’ingrediente. Mi piacerebbe ancora oggi riaprire quella porta e rivedere mio padre che faceva questo piccolo ed insignificante rito di preparazione dei Fichi d’India.

 

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